L’Italian Festival a Perth
Tutto iniziò nel 2023 quando Frank Miranda (nella foto), dopo essersi esibito con la sua fisarmonica al Darwin Italian Festival (Northern Territory), rimase sbalordito da 12mila persone di ogni nazionalità unite dal cibo, dalla musica e dallo spirito italiano. Così si chiese: «A Perth (Western Australia) con una comunità italiana ben più grande, perché non possiamo farlo anche noi?». Tornò a casa, ottenne il sostegno dell’allora Lord Mayor Basil Zempilas, e stabilì la sua base al Laguna Veneto Social and Bocce Club. Nacque così il Perth Italian Festival WA Inc., associazione no-profit di volontari con l’obiettivo di creare un evento gratuito che facesse sentire «tutta la comunità a casa, italiani e non solo». Nonostante lo scetticismo – «Molti mi dicono: sei pazzo!» –, la prima edizione, nell’aprile del 2024, è stata un trionfo: oltre 15mila presenze contro le 3-4mila previste. «Finimmo il cibo in poche ore, non c’erano abbastanza bagni. Non ce lo aspettavamo», ricorda Frank divertito.
L’anno scorso l’affluenza è salita a 22mila partecipanti, spingendo il festival a espandersi su Langley Park, lungo il fiume Swan. L’apertura incarna lo spirito d’integrazione: inizia con la benedizione di padre Giancarlo, parroco di Fremantle, seguita dal «Welcome to Country» pronunciato da una giovane aborigena nella lingua tradizionale, unendo radici cristiane e rispetto per i custodi originari.
L’evento, gratuito grazie a centinaia di volontari e alcuni sponsor, oltre che al Consolato d’Italia, trasforma il parco in un villaggio italo-australiano. Ventidue stand propongono arancini, burrata, focaccia, panzerotti, pizza, polenta e risotto; altri venti stand offrono cannoli, zeppole e sfogliatelle preparati dai club locali. Nell’area commerciale si trovano borse, scarpe e gioielli made in Italy, affiancati dagli stand di Blessing of the Fleet, WA Italian Theatre e AC Milan Fan Club.
Sul palco si alternano tarantelle danzate da artisti di Darwin, il tenore Giuseppe Infantino (che ha cantato con Andrea Bocelli), le marionette di Remo Di Filippo da Bologna, le gag di Joe Avati e le serenate di Julie Accordion con Frank Miranda. Gli Sbandieratori di Siena, con costumi medievali e bandiere roteanti, rievocano le feste del passato. Per i bambini ci sono il Silent Disco con cuffie luminose, le giostre, i clown, il face painting e il progetto «Colors for Peace» di Roberto Fabrizzi, che invia disegni a Roma per la pace. La Società Dante Alighieri promuove letture in italiano.
Due installazioni commuovono sempre i visitatori: la «Casa della nonna», che ricostruisce un salotto degli anni Cinquanta del secolo scorso, con centrini ricamati, la tipica caffettiera italiana e la tv in bianco e nero che raccoglie l’interesse di file interminabili di visitatori, pronti a farsi una foto nostalgica; e la «Fontana di Trevi», in scala reale, su schermo LED, che simula quella vera a Roma. Il festival va oltre il folklore: è un modello riuscito d’integrazione. «Arrivano asiatici, turisti dagli hotel, australiani di ogni origine. Restano tutto il giorno, sono felici e ci ringraziano per averli fatti sentire a casa», afferma Frank con orgoglio. L’edizione di quest’anno, in programma l’11 aprile (www.perthitalianfestival.com.au), punta a nuovi record, con tante sorprese in più. Un esempio luminoso di come tradizioni e famiglia uniscano cuori lontani, mantenendo viva l’Italia sotto il cielo australe della Croce del Sud.
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