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Anna Foa

Mai più

02 Maggio 2026 | Recensione di
Mai più
Scheda
Laterza
2026
€ 15,00
Anna Foa ha insegnato Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza. Si è occupata di storia della cultura nella prima età moderna, di storia della mentalità, di storia degli ebrei. Tra le sue pubblicazioni: Ateismo e magia; Giordano Bruno; Eretici. Storie di streghe, ebrei e convertiti; Andare per ghetti e giudecche; Cicerone o il Regno della parola (con V. Pavoncello); Andare per i luoghi di confino. Per Laterza è autrice, tra l’altro, di: Ebrei in Europa. Dalla Peste Nera all’emancipazione XIV-XIX secolo; Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento; Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43; La famiglia F.;Gli ebrei in Italia. I primi 2000 anni; Il suicidio di Israele (Premio Strega Saggistica 2025). (Fonte: www.laterza.it)

Anna Foa, raffinata intellettuale italiana di origine e di fede ebraica (è figlia di Vittorio, il noto sindacalista, storico e saggista, che fu anche Padre Costituente), ha da qualche settimana pubblicato un pamphlet di una forza incredibile: Mai più, una settantina di pagine che si leggono con la voracità del più appassionante romanzo. Solo che in questo caso il contenuto è quanto di più lontano vi sia da un romanzo. Il volume si apre infatti (e per buona parte ruota tutto attorno a essa) con una domanda cruda ed essenziale: quel «mai più» che tante volte è stato pronunciato all’indomani dell’Olocausto, della Shoah, del genocidio degli ebrei, dei campi di sterminio e di concentramento (nel libro vengono spiegate le differenze tra tutti questi termini), si riferiva solo agli ebrei o era un «mai più» che l’umanità aveva assunto su di sé come un monito lanciato verso il futuro, per fermare l’essere umano ogni volta che vi sarebbe stata la tentazione di un altro massacro, un altro genocidio? Perché, alla fine, sta tutto qui il confine tra chi giustifica quanto è avvenuto (e in una certa misura sta ancora avvenendo) nella Striscia di Gaza e chi ha cercato e sta cercando in ogni modo di porre la parola fine a questa e ad altre carneficine in corso nel mondo. 

La posizione della storica Foa è molto chiara: quel «mai più» gridato davanti al massacro di 6 milioni di ebrei negli anni ’40 del secolo scorso, deve diventare legge di umanità verso chiunque venga ucciso oggi senza pietà, come i 70mila palestinesi, vecchi, donne, bambini, persone inermi straziate dalle bombe del governo israeliano. Un «mai più» che è cifra di compassione, di giustizia, di tutela, di riconoscimento di ogni essere umano e della sacralità della sua vita. 

Mai più, arriva dopo un altro volume di Foa (Il suicidio di Israele, Laterza, Premio Strega Saggistica 2025), che ha attirato all’autrice non poche critiche. Ma lei, col coraggio dei giusti, oggi torna ad affermare che «se non guardiamo con occhi meno compiacenti, potrei dire meno complici, quello che sta avvenendo (in Palestina, ndr), ci diventerà impossibile ricordare il passato, assumere il suo insegnamento: questo “mai più”, tanto ripetuto, non può essere un “mai più” solo per gli ebrei, ma deve necessariamente riguardare il destino di tutti. Solo così potremo salvare la memoria della Shoah, e insieme ad essa quella degli altri genocidi che hanno macchiato il Novecento e stanno ancora macchiando il nostro secolo, di nuovo senza opposizione». 

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Data di aggiornamento: 02 Maggio 2026