Metri quadri per lo sviluppo

In Kenya una sala polivalente è diventata una casa per la comunità e un centro nevralgico per progettare il futuro. Dal 2005 Caritas sant’Antonio ha costruito già 46 di questi edifici per dare uno spazio fisico allo sviluppo.
05 Dicembre 2022 | di

È ora di celebrare un evento importante per la piccola comunità della Parrocchia di St. Paul, a Wundanyi, nelle colline Taita, nel sud del Kenya. Fra Chrispine Owiny, il parroco, prende l’aspersorio e chiama a raccolta alcuni bambini e ragazzi della scuola parrocchiale, la St. Paul’s model mission nursery school, l’unica scuola a dare un’educazione di qualità agli orfani e ai figli dei più poveri, alcuni dei quali malati di Aids. I ragazzini e le ragazzine accorrono in divisa, ciarlieri e allegri come sempre. Si dirigono verso la loro scuola, a cui, appena un anno fa, Caritas sant’Antonio ha donato due ampie classi. Si fermano di fronte alla porta azzurra di un edificio nuovo fiammante, sbarrata da un nastro di un azzurro ancora più intenso. Sul muro a sinistra campeggia una targa coperta, come ogni inaugurazione che si rispetti, che rivelerà la data, i fautori dell’opera, ma soprattutto il donatore: Caritas sant’Antonio.

Al taglio del nastro, il drappello vociante entra in fila in una grande aula stretta e lunga con i banchi di legno, mentre fra Chrispine benedice con fare solenne e una suora immortala l’evento con il cellulare. L’edificio in questione è una sala polivalente: la useranno gli allievi per le attività extracurriculari o anche come mensa, visto che è l’unico luogo che può accogliere i 150 scolari tutti insieme; la useranno le autorità locali e le associazioni per fare le riunioni e la formazione sociale; la userà fra Chrispine per celebrare la Messa per i suoi 200 parrocchiani, quando fuori piove; la useranno i parrocchiani stessi per le attività sociali, culturali e persino per le feste di matrimonio. Sembra poco, ma quel luogo che non c’era sarà il centro della comunità, il fulcro di un possibile sviluppo.

Comunità al centro

Dal 2005, di luoghi come questo Caritas sant’Antonio ne ha costruiti o aiutato a costruire 46, in tutti i continenti, specie nelle aree rurali più abbandonate, per un totale di oltre un milione di euro. «È uno dei nostri modi – spiega fra Valerio Folli, direttore di Caritas sant’Antonio – di promuovere “l’ecologia integrale”, di dare cioè alle persone delle comunità più abbandonate la possibilità di incontrarsi e dialogare, per mettere in collegamento le varie dimensioni del vivere assieme, condividere i bisogni e trovare la soluzione ai problemi, pur nelle diversità». Non è un caso se la maggior parte di queste sale polivalenti sia stato costruito in Africa: «In molte zone rurali di quel continente – continua fra Valerio – mancano gli strumenti minimi per formare le persone e per collegare alcune zone isolate, prive addirittura di strade, con il resto del mondo. Solo uscendo dall’isolamento si può venire in contatto con nuovi modi di interpretare la realtà e ricevere formazioni e informazioni essenziali per combattere la povertà».

Tornando a Wundanyi, la sala polivalente è stata costruita in tempi record, appena 4 mesi, grazie allo stanziamento di 17 mila e 200 euro da parte di Caritas sant’Antonio. La sua costruzione si sta dimostrando vitale innanzitutto per gli allievi della scuola: «Ci troviamo in una zona in cui la scuola pubblica è progressivamente degradata a causa della fame e della povertà persistente – spiega fra Chrispine –. L’80 per cento della popolazione non riesce a soddisfare i bisogni minimi, figuriamoci i costi scolastici». E così molti bambini devono lasciare la scuola per fare lavoretti a sostegno delle famiglie, mentre molte bambine rischiano una gravidanza in tenerissima età o sono costrette a matrimoni precoci. «La scuola della nostra parrocchia cerca di sopperire alle carenze educative, dando una formazione il più completa possibile, ma la sala polivalente ora ci consente di fare una serie di attività ricreative, sociali, culturali e spirituali che possono rafforzare la personalità e rendere bambine e bambini più consapevoli dei rischi, ma anche dei loro diritti».

La sala è oggi anche usata come palestra o come luogo in cui celebrare i vari eventi scolastici, come le cerimonie di diploma, nonché le festività, come il Natale. Inoltre, da quando è stata aperta, il 30 settembre scorso, la sala polivalente pullula anche di attività comunitarie: «Ci vengono i leader delle comunità locali, che prima non sapevano dove incontrarsi e che qui decidono di che tipo di aiuti ha bisogno la comunità. Qui vengono anche gli ufficiali del governo per le campagne di salute o le vaccinazioni, qui si incontrano i gruppi ecclesiali, come il gruppo donne o i diversi gruppi di auto aiuto. Qui ho celebrato anche la prima Messa con tutti gli allievi, i professori e i genitori, perché la sala può ospitare fino a 400 persone. È stata una grande emozione. Non avremmo mai potuto realizzare questo prezioso progetto senza il vostro aiuto. Ve ne siamo immensamente grati».

Segui il progetto su www.caritasantoniana.org

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Data di aggiornamento: 06 Dicembre 2022
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