31 Agosto 2020

Virus evangelici

Le notizie virali si diffondono in fretta, grazie ai social. Ma migliaia di anni fa alcune notizie, senza web, girarono il mondo: forza virale del Vangelo!
Virus evangelici

©JeSuisLautre

C’è un fenomeno che lascia allibiti noi «nati senza digitale», abituati ad aspettare il Tg delle 20.00 o il giornale del giorno dopo o la lettera che impiega un mese ad arrivare nella cassetta della posta. È la viralità delle informazioni: un post su Facebook, un tweet su Twitter, una foto su Instagram o una notizia pubblicata sul blog personale, percorre tutta la Rete, raggiungendo in pochi minuti migliaia di posti, o meglio di dispositivi elettronici, dall’altra parte del mondo.

Attraverso banalissimi pulsanti come «inoltra», «condividi», e altre tecnodiavolerie un po’ meno democratiche e trasparenti, un’informazione diventa, appunto, virale. Che è una parola che, facendo il verso al modo velocissimo, ma anche incontrollabile e subdolo, che hanno i virus patogeni di propagarsi negli organismi viventi, non è quel che si direbbe un nome che porta bene (pensiamo solo al raffreddore, che non ci chiede certo il permesso di insediarsi nelle nostre vie respiratorie, anzi, ce ne accorgiamo quando già c’è e ce ne vuole un bel po’ a sloggiarlo da lì).

Di questi tempi siamo diventati esperti di tutto questo. Mentre, mi pare, la cosa in sé potrebbe rivelarsi molto positiva e utile. Se usata bene (e, infatti, qualche governo autoritario, in giro per il mondo, sarebbe ben contento di poterci mettere le mani sopra, per ora limitandosi a oscurare qualche social non gradito). Potenze del mezzo! Non sempre della qualità o verità dell’informazione… Dove «la notizia» sarà, alla fine, quella con più like.

Il 29 maggio dell’anno 397, in uno sperduto paesino della trentina Val di Non, Sanzeno, venne perpetrato un triplice ed efferato omicidio: Sisinio, Martirio e Alessandro, provenienti dalla lontana Cappadocia, attuale Turchia, e qui inviati come missionari cristiani dal vescovo Vigilio, furono uccisi e bruciati in odium fidei. Il fattaccio avrebbe potuto esaurirsi tra queste montagne, se non ne trovassimo un accenno impensabile altrove.

Sant’Agostino, in quel momento vescovo a Ippona, oggi in Algeria, e perciò non proprio dietro l’angolo, in una sua lettera scritta nel 412 circa a Marcellino, governatore dell’Africa romana, menziona i martiri di Sanzeno. O, meglio, una notizia ancora più virale, che stava probabilmente facendo il giro almeno del Mediterraneo: la comunità cristiana del luogo aveva chiesto e ottenuto il perdono e la liberazione degli assassini dei martiri!

Potenza del perdono e della fede! Anche se con ben poveri mezzi… Dove «la notizia» sta all’inizio, in sé bella e buona. Potenza del mandato di Gesù: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19)! Potenza della misericordia di Dio, capace di trasformare prima rozzi pastori, quindi pavidi e vigliacchi pescatori di Galilea, in testimoni credibili, gli uni della nascita di Gesù, gli altri della sua risurrezione!

Potenza del Vangelo che proclama il nuovo regno, di giustizia e di pace, di uguaglianza e verità! Potenza dei piccoli, poveri, sofferenti, esclusi, bambini, donne e peccatori, a cui è stato affidato di annunciare tutto ciò con la vita! Potenza del dono dell’Eucaristia, per cui Cristo è del tutto presente in ogni boccone e frammento di pane consacrato, nella più solenne cattedrale romanica o in mezzo alla foresta, e in ogni pane spezzato sulle nostre mense familiari!

«Cristo agisce in diecimila luoghi», scriveva un grande credente, Gerard Hopkins. In inglese è ancora più simpatico: «Christ plays in ten thousand places». Dove al poeta è scappato un verbo intrigante, «play», che può essere ugualmente reso con agisce, gioca, suona, scherza. La forza virale dell’amore, quello di Dio, di cui ognuno di noi è un portatore per niente sano, ma contagiato!

Data di aggiornamento: 02 Settembre 2020
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