La strategia dell’elenco
Vi è sempre un grande rischio nella vita di una persona con una malattia: quello di guardare unicamente alla propria situazione e di scivolare lentamente e inesorabilmente nel brontolamento per quello che gli altri non vedono e non comprendono. Scherzosamente, la chiamo la «Sindrome della Vodafone: tutto intorno a me!». E siccome tutto deve essere attorno a me, se questo non succede si rischia di sentirsi trascurati e sottovalutati. La tristezza invade la vita, l’invidia del benessere altrui avvelena l’anima.
Ecco allora che può venire in nostro soccorso quello che potremmo chiamare «la strategia dell’elenco». L’idea viene dal Salmo 136 (135) che è una lunga litania di eventi e situazioni, ritmata da un unico ritornello, sempre uguale «perché il suo amore è per sempre»: «Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. Rendete grazie al Dio degli dèi, perché il suo amore è per sempre. Rendete grazie al Signore dei signori, perché il suo amore è per sempre. Lui solo ha compiuto grandi meraviglie, perché il suo amore è per sempre». Il Salmo prosegue elencando tutti gli avvenimenti importanti della storia del popolo eletto. Il testo, nel ritmo della gratitudine, racconta la storia del capovolgimento della sorte di un popolo che dall’Egitto viene portato nella terra promessa, attraverso un lungo cammino nel deserto e la vittoria contro vari nemici. Per Israele era importante ricordare, per non dimenticare i benefici ricevuti da Dio. Così, li elencava e li cantava, ripetendoli per farli entrare nella memoria.
Potremmo imparare da questo Salmo a fare un elenco degli aiuti quotidiani che riceviamo: il sorriso del familiare, un volo di uccelli in un cielo azzurro inaspettato, l’aria tra i capelli quando si corre forte con la carrozzina, il profumo di un cibo buono, la sorpresa di una visita. Imparare a riconoscere le piccole cose che ci allietano la vita, per strapparle dalla consuetudine dell’oblio. Potremmo tenerci un quadernino per segnarci questi benefici e rileggerli nei momenti difficili. Scriverci il nostro personale salmo di ringraziamento, ritmato dal ricordo del Suo amore per noi. Ricordo che Etty Hillesum, mentre era in un campo di prigionia, parlava di un raggio di sole che riusciva a entrare dalla sua finestra e ringraziava per quel pezzettino di cielo che poteva contemplare: questo è vivere la grazia di saper riconoscere, perché solo chi sa riconoscere è riconoscente.
Cosa resta
Cosa resta del giorno, / delle ore, dei minuti / trascorsi inesorabili / passati, svaniti, /
scivolati, naufragati? / Cosa resta delle azioni, /
dei pensieri, dei gesti, / delle pause e dei silenzi, /delle parole, dei canti, / dei sorrisi e dei pianti? /
Cosa resta / dell’angolo di vita quotidiana / rinnovato al mattino, poi / sfruttato o sciupato, / atteso o ignorato? / Cosa resta del giorno /
se non quello che, vivo, / sotto il Tuo sguardo /
e dentro di esso, d’Eterno / cancella il tempo?
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