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Giorgio Comini

La fabbrica dei morti

Sepolti, vivi, nascosti: gli invisibili morti viventi!
21 Febbraio 2026 | Recensione di
La fabbrica dei morti
Scheda
Albatros
2025
€ 14,90
Giorgio Comini nasce a Nave (BS) l’11 maggio del 1967. Studia la tromba come strumento musicale presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi di Milano” e poi nel Conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza. Si diploma presso la scuola Magistrale “Veronica Gambara” e nel 1994, dopo la laurea in Teologia con baccellierato nell’Istituto teologico dell’Italia settentrionale, viene consacrato sacerdote per la diocesi di Brescia. Dopo quattro anni come vicario parrocchiale alla parrocchia di Palosco, viene inviato a Roma per approfondire gli studi in Scienze sociali, presso la Pontificia Università Gregoriana, dove si laurea. Nel 2001-2002 vive l’esperienza di un’annualità scolastica presso l’università Cattolica di Washington dc, frequentando un master in politiche famigliari. Nel 2002-2003 frequenta l’università Cattolica di Milano e si laurea in Scienze Politiche. Nel biennio 2004-2006 frequenta presso la stessa università il master in Mediatore Famigliare. Dal 2003 al 2018 ricopre la carica di direttore dell’Ufficio Famiglia della curia vescovile di Brescia. Dal 2006 al 2021 è al contempo direttore del Consultorio diocesano. Dal 2003 al 2024 è stato insegnante di Sociologia generale e Sociologia della religione presso l’Istituto teologico “San Paolo VI” di Brescia. Dal novembre 2021 a oggi ricopre la carica di Rettore del santuario Madonna della Stella (Cellatica – Gussago – Concesio). Bibliografia: La farfalla e l’aquilone, Passerino Editore (2018); La verità riflessa, Fara Editore (2020); La casa dei coriandoli, Edizioni Paoline (2022); La bussola nel cuore, solo l’amore può vincere, Edizioni Gruppo Albatros Il Filo, Roma (2023). (Fonte: www.gruppoalbatros.com)

Un romanzo dal titolo forte, dedicato a un argomento scottante e spesso evitato. Ambientato nel 2035 in una calda estate romana, ha come protagonista Ottavio Deprosperis, il quale incarna i tratti dell’uomo post-moderno: la fede nella tecnica, nel potere dell’economia e del mercato, ma anche l’incapacità di emergere nella società, arrancando dietro a modelli impossibili e frustranti. La sua singolare capacità di colloquiare con i morti (rappresentata senza eccessi dall’autore – prete bresciano –, che mette il protagonista a contatto con le storie dei defunti) gli fa balenare un’idea geniale: quella di avviare un business con la collaborazione dell’Oltretomba, raccogliendo le voci e i vissuti dei passati a miglior vita. Tuttavia, l’incontro con loro, in un cimitero capitolino, è una spiazzante occasione per recuperare l’umanità perduta.

Le vicende narrate dai morti sono toccanti: Sofia racconta della sfortunata storia del grande amore che la legava al marito; Riccardo fa emergere dal silenzio Rosetta, venuta dall’Eritrea e costretta alla prostituzione in Italia con un terribile ricatto; Beppo si mostra non solo come un raccoglitore di foglie, ma piuttosto un esperto di vita e di ciò che la riempie davvero; il monsignor Tic-Toc viene da lontano e condivide storie passate che rivelano la precarietà del tempo cronologico e la preminenza di quello del cuore. Narrazioni che chiedono di fermarsi, di privilegiare la profondità delle relazioni alla velocità e all’efficienza, che aiutano a recuperare il piano dell’estetica della vita, della gratuità, anche attraverso il semplice cantare insieme che appiana le differenze. Perché il cuore non si riempie con il denaro, con la fama o con la tanta scienza, ma con l’umanità delle relazioni buone: «solo nella relazione donativa, gratuita e disinteressata potrai far entrare in te l’eternità».  

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Data di aggiornamento: 21 Febbraio 2026