La foglia secca insegna che la vera disponibilità non sta nel restare verdi per sempre, ma nel lasciarsi andare quando il tempo è compiuto. È l’ultimo atto di obbedienza alla vita che cambia.
Morte e vita sono inseparabili, a partire dalle nostre stesse cellule che, se non morissero, non potrebbero rigenerarsi. Ricordarlo è la condizione per guardare la vita con più gratitudine e rispetto.
Da vent'anni Laura Silvia Battaglia racconta la realtà nelle aree di crisi del mondo. L'abbiamo incontrata lo scorso 6 giugno, nell'ambito del convegno «Raccontare la morte. Le parole per narrare un tabù» organizzato dal «Messaggero di sant'Antonio».
Un romanzo dal titolo forte, dedicato a un argomento scottante e spesso evitato. Ambientato nel 2035 in una calda estate romana, ha come protagonista Ottavio Deprosperis, il quale incarna i tratti dell’uomo post-moderno: la fede nella tecnica, nel potere dell’economia e del mercato, ma anche l’incapacità di emergere nella società, arrancando dietro a modelli impossibili e frustranti.
Tre minuti di video, a quanto pare, bastano per resuscitare un morto. O almeno per crearne un simulacro digitale capace di conversare, consigliare, accompagnare. È la promessa di 2wai, un’app che ha conquistato 40 milioni di visualizzazioni...
Ci sono romanzi che ti sorprendono. Iniziano magari un po’ in sordina, ma poi ti «prendono» a tal punto da tenerti letteralmente incollata alle pagine. È esattamente quello che succede dinanzi all’ultimo romanzo del giornalista e scrittore Pierluigi Vito, Nel cuore del figlio (Edizioni Città Nuova), un volume intenso, ricco di colpi di scena, di personaggi, di storie, di dolore ma anche di speranza.