«Oggi, come ogni giorno, una madre muore e c’è un po’ meno amore sulla Terra. Oggi, come ogni giorno, un bambino nasce e c’è molto più amore sulla Terra». È questa, forse, la frase più iconica del libro Diario di un amore perduto, di Eric-Emmanuel Schmitt, drammaturgo, scrittore, saggista, traduttore, regista e sceneggiatore francese naturalizzato belga, tra gli autori teatrali più amati e rappresentati in Europa. Un libro tutto giocato sulla cifra di quell’amore unico e insostituibile che lega una madre al proprio figlio.
Che cosa significa per un cristiano fare i conti con la morte? Che valore dare al proprio impegno quotidiano se tanto poi tutto finirà? L’autore, vescovo di Livorno ma anche esperto catecheta, lo spiega rimettendo al centro della nostra fede il Paradiso. Perché il Paradiso è… Cristo! Lo fa in maniera teologicamente esatta, ma con linguaggio accattivante. Con la testimonianza del buon ladrone, Maria e tanti altri santi, tra cui Francesco d’Assisi e san Massimiliano Kolbe.