La sofferenza di una madre che ha perso la figlia. Il bisogno di reinventarsi, aiutando i malati terminali. Il coraggio di sorridere nonostante tutto. È il film di Rodolfo Bisatti «Al Dio ignoto».
Anche la vita dei frati è segnata dalla malattia, dalla sofferenza e dalla morte. La fede e la vicinanza fraterna ci aiutano a dare luce a questi momenti, a chiamare la morte «sorella», come ci ha invitato a fare san Francesco.
Dopo una lunga degenza all'Ospedale sant'Antonio di Padova, fra Giuliano Abram ha perso la sua battaglia contro il Covid. Faceva parte della Comunità religiosa del Convento del Santo.
Un tanatologo, un cappellano di un ospedale covid, un rianimatore, una giovane cui il covid ha strappato il papà e una scrittrice, tutti insieme per parlare della morte. Perché il virus ci ha ricordato che la morte fa parte della vita.
Il vento di Dio nel quale i defunti ora danzano gioiosi si fa sentire in questo mese di novembre. Un vento che richiama la vita stessa quando soffia libera e inafferrabile oltre noi.