Fare i conti con quanto si muove dentro di noi è una delle sfide più importanti della nostra vita. Una delle dinamiche principali è proprio la tensione tra due coinquilini interiori: da un lato, la tendenza a cercare le nostre comfort zone, situazioni in cui ci sentiamo sicuri e protetti, ma che ci tengono spesso fermi; dall’altro lato, la spinta al cambiamento, che ci fa aprire all’altro, con tutte le conseguenze che questo comporta.
È l’appello del cardinale Pizzaballa. «Tutto quello che può servire per tenere accesa l’attenzione sulla Terra Santa va bene» ha detto l’alto prelato che, sulle elezioni in Israele e Palestina, ha sottolineato la necessità di «voltare pagine».
Una proprietà, donata da una benefattrice, nel quartiere Japigia a Bari, oggi è un’oasi di spiritualità francescana e di educazione, dove decine di bambini e ragazzi dei rioni più difficili sperimentano una nuova vita.
San Francesco è di frequente associato al tema della pace, ma occorre cogliere la densità particolare che ha in lui questa parola. Non si tratta, infatti, di un generico pacifismo, ma «pace» è – come puntualizza l’assisiate – una rivelazione.
«Forse il sorriso è proprio una strada per arrivare a Dio». Lo scrive Paolo Pivetti, autore di questo godibilissimo volume (Humor di Dio, privilegiando la grafia americana, Humor, a quella inglese, Humour, proprio per rendere la parola più assonante con Amor…). Ma ben prima di lui lo sosteneva Francesco d’Assisi, il quale ripeteva ai suoi frati che si guardassero «dal mostrarsi tristi all’esterno e rannuvolati come gli ipocriti», ma fossero, invece, «gioiosi nel Signore e lieti e cortesi come si conviene» (Rnb, 1221).