La presenza delle donne nell’ambiente accademico è stata una conquista molto faticosa, specialmente nell’ambito scientifico (fisica, chimica, matematica). Poteva essere un genio, ma il semplice fatto di essere donna era visto come squalificante.
In Medio Oriente rimane alto il rischio dell’esplosione di un nuovo conflitto regionale dopo le violentissime repressioni attuate dal regime degli ayatollah in Iran. Le prime vittime sono le donne. Abbiamo sentito l’alpinista iraniana Nasim Eshqi.
A Eugenia Sacerdote de Lustig, medica e ricercatrice italiana di famiglia ebraica stabilitasi successivamente in Argentina, si deve la prima sperimentazione del vaccino contro la poliomielite, e rilevanti ricerche nel campo dell’Alzheimer.
Immaginare e realizzare percorsi virtuosi e di riscatto per le donne ristrette in carcere si può. Anche se sono poche, in percentuale, e spesso recluse in contesti non strutturati a dimensione di donna.
Nelle società di ieri, e in parte anche di oggi le donne avevano un sesto senso, una speciale attitudine per leggere in anticipo i «segnali deboli» delle crisi relazionali, e così riuscivano a prevenire le varie forme di carenza e povertà.
Quattro giovani donne in viaggio verso Belgrado sono le protagoniste di «Questi giorni» (Italia 2016), una storia di formazione etica collettiva diretta da Giuseppe Piccioni.