Nel trattare il rapporto tra fede e scienza, spesso si parla con termini inappropriati e in modo superficiale. È necessario ripartire da un linguaggio adeguato e attento ai risultati teologici e scientifici, senza pregiudizi né imposizioni. Proprio questa è l’intenzione di Pietro Calore, giovane filosofo (classe 1995) che nel presente testo propone alcune lezioni da lui tenute per un corso di “Teologia problematica” per la Scuola di formazione teologica della diocesi di Orvieto-Todi.
Nessuno è capace di realizzare pienamente se stesso senza gli altri. Per questo imparare a condividere è una questione vitale, fonte di gioia, ma anche una delle prime e più importanti battaglie della vita.
Non possiamo più toccare il Gesù di Nazaret storico, ma lo possiamo incontrare in quanti sono vicini a noi. Perché tutto ruota attorno all’amore: Lui ci ama, noi amiamo gli altri, e noi e gli altri amiamo Lui.
L’atteggiamento vero della fede non ci dice che «dobbiamo farci obbedire», ma ci dice che siamo noi a dover obbedire! A Dio, certamente. Ma il primo modo di obbedire a Dio, il modo più concreto, è quello di obbedire alla realtà.