Si dice che occorre pensare per immagini quando le parole non bastano. Eppure anche «l’icona sembra quasi esigere un compimento musicale»: la capacità evocativa della musica di raggiungerci senza mediazioni apre un mondo ulteriore, in cui anche anche elementi contrastanti possono convivere. Il testo ci propone un dialogo tra Muti e Cacciari, che ripercorre le ultime sette parole di Cristo in croce, come sono espresse dalle sette sonate di Haydn, con la crocifissione di Capodimonte del Masaccio sullo sfondo.
Prima l’abbandono della madre, poi la separazione dei genitori adottivi, infine il divorzio. La vita della cantautrice Debora Vezzani sembra in un vicolo cieco, fino a quando un’amica non le chiede di mettere in musica il Salmo 139.
Il direttore generale e artistico della Royal Opera House Muscat ha trasformato l’Oman in un crocevia culturale internazionale in cui civiltà diverse dialogano attraverso la musica, il canto e il balletto.
Trecento anni fa moriva a Córdoba Domenico Zipoli, musicista italiano che, diventato gesuita, trasformò il linguaggio musicale barocco europeo in uno strumento di evangelizzazione e dialogo nelle missioni della Compagnia di Gesù in America Latina.
Quinto disco per una carriera musicale sempre ai massimi livelli. Questa volta i cosentini Kantiere Kairòs propongono un concept album tutto dedicato all’adorazione eucaristica. Tredici tracce che parlano al cuore di ogni ascoltatore, come il prologo Vertigine dentro (Nel silenzio), ma che possono anche trasformarsi in gioiosi canti comunitari (Canto il Tuo nome). Molte le collaborazioni di pregio che arricchiscono un album musicalmente vario e ricco di spunti riflessivi.
«Princeps musicae», principe della musica: Giovanni Pierluigi da Palestrina, nato 500 anni fa, è stato il più grande compositore del Rinascimento e la sua polifonia continua a ispirarci, evocando l’assoluto, il trascendente, una bellezza superiore.