Fiducia, in crisi… di fiducia (III^ parte)
La fiducia secondo il Vangelo
«L’insegnamento di Gesù sulla fiducia – spiega fratel Luciano Manicardi – emerge in particolare dai suoi incontri. Egli crea fiducia con la donna samaritana incontrata al pozzo di Sicar, osando il proprio bisogno e rivolgendo la parola a una donna samaritana, lui giudeo e “i giudei non hanno rapporti con i samaritani” (Gv 4,10). Eppure Gesù le chiede da bere. Si pone in situazione di bisogno, lui, maschio, giudeo, davanti a una donna, e per di più samaritana. In tal modo viene a dirci che creiamo fiducia mostrandoci nella nostra inermità, esponendoci, mettendoci a nudo nel nostro bisogno, addirittura chiedendo aiuto a chi è separato da noi da appartenenze religiose e culturali. La fiducia, infatti, sa superare anche le innumerevoli inimicizie categoriali.
Il Vangelo, poi, ci racconta come Gesù si guadagni la fiducia dell’uomo alienato di Gerasa (Mc 5,1-20) ascoltando la sua sofferenza, la sofferenza che portava quell’uomo ad avere un atteggiamento aggressivo e respingente: Gesù non ascolta tanto le invettive che gli vengono indirizzate, ma la sofferenza da cui nascono. Non solo non mostra paura e non fugge, ma rimane e ripetutamente chiede a quell’uomo il nome e con la fatica della parola sgretola la barriera di diffidenza che costui elevava verso gli altri. La fiducia emerge qui dallo sguardo di Gesù: egli vede e risveglia l’umano presente in quell’uomo e, dandogli fiducia e instaurando con lui una relazione, lo libera anche dall’autolesionismo e dall’odio verso di sé che lo portava a percuotersi con le pietre. Probabilmente l’uomo alienato viene raggiunto e toccato da uno sguardo di amore, che gli infonde la possibilità di credere in se stesso. Qui Gesù insegna ad ascoltare la sofferenza dell’altro.
Alla donna adultera che scribi e farisei volevano lapidare (Gv 8,1-11), Gesù dice semplicemente di andare e di non peccare più: le dà fiducia, cioè la incammina verso la libertà rinviandola alla sua responsabilità.
Gesù mostra fiducia anche alla prostituta che, entrata in casa di Simone il Fariseo, si mette ai piedi di Gesù e li bagna con le sue lacrime, li asciuga con i suoi capelli, li cosparge con i suoi profumi (Lc 7,36-50). La fiducia qui consiste nell’accogliere così com’è questa donna, vedendo in lei, appunto “una donna”, non una prostituta, non un peccato personificato. La fiducia non giudica né condanna, e così apre la strada al fiorire della vita e della libertà dell’altro. Ma Gesù insegna la fiducia anche quando esorta i discepoli a non lasciarsi ossessionare da angustie e preoccupazioni, bensì a contemplare la natura e gli animali, a meravigliarsi della bellezza che il quotidiano dispiega e dona a noi umani, senza che lo abbiamo in alcun modo meritato (Mt 6,25-34). E, infine, Gesù ci insegna ad aver fiducia rivolgendosi a Dio quale abba, papà. Con la fiducia con cui un bambino si rivolge, appunto, al proprio papà». (Continua...)
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