Pregare Dio per Dio
Il breve saggio si interroga sulla preghiera, sulla relazione tra Dio e l’uomo, che è incontro di desideri. Da un lato c’è l’anelito dell’uomo a una vita buona, serena, giusta, che spesso è invece minacciata dal male. Dall’altro lato, Dio desidera essere invocato, farsi nostro alleato, pur non risolvendo immediatamente la questione del male. Nel libro, l’autore considera alcuni testi di diversa natura per sviluppare l’argomento. Oltre alla Bibbia (si sofferma sulla figura di Caino e sui Salmi), prende in considerazione la musica, in particolare la Passione secondo Giovanni di Bach: essa permette di avvicinarsi in modo speciale all’evento della morte di Cristo, che mostra un Dio che non ci lascia soli nella prova, ma diventa luogo dell’accadere della vita di Dio per noi.
Altro testo è il cinema, di cui Cattorini è profondo conoscitore: questo mezzo «offre metafore, simboli e cifre per pensare Dio, parlarne, pregarlo». Certo, non in modo immediato: troviamo nel secondo capitolo un esempio di come una serie televisiva come True detective possa suggerire delle riflessioni sul bisogno che Dio ha dell’uomo: Egli non intende instaurare il suo Regno senza di noi. In Gesù, Dio si mostra bisognoso: è bambino che cresce «dentro il grembo di una donna», «chiede acqua alla samaritana e pesce arrosto quando appare ai suoi»; domanda di essere riconosciuto quando è affamato, assetato, nudo, malato, carcerato, cioè Dio si fa vivo nel volto dei nostri fratelli più piccoli (cfr. Mt 25). Nella lotta contro il male, Dio trionferà «nell’ultimo giorno, ma in Gesù risorto l’ha già anticipatamente vinta. Fino ad allora noi preghiamo Dio per Dio, come si prega un fidato amico di aver cura di sé [...] Nel frattempo, noi siamo aggrappati a lui, partecipando al suo agone che è anche il nostro».
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