La grammatica della fede
Nel cammino cristiano è decisivo avere degli strumenti per poter riprendere in mano la propria fede, verificarla e approfondirla; a volte, infatti, si corre il rischio che rimanga quella dell’infanzia, o che venga data per scontata, quasi ci fosse un momento in cui ci sentiamo a posto. Il cappuccino padre Roberto Pasolini, predicatore della Casa Pontificia, ci offre questo libro proponendo un percorso singolare, modellato sugli elementi della grammatica della lingua che usiamo. Infatti, come una lingua, per essere veramente conosciuta e apprezzata, richiede un’adeguata conoscenza della grammatica, così anche la fede ha una sua grammatica, quella di Dio e del suo disegno d’amore per noi. La nostra lingua materna non l’abbiamo imparata partendo dalla grammatica, ma l’abbiamo ascoltata e letta dalle labbra degli altri; eppure, per poterla parlare bene è sempre necessario affinarla. Così anche la vita di fede ha la sua origine nel Battesimo, ma va personalizzata nel cammino dell’esistenza.
Nelle tredici sezioni del libro troviamo altrettanti elementi della grammatica: le parole, la punteggiatura, i verbi, i nomi, gli avverbi, le preposizioni, ecc… Ciascuna di esse contiene una serie di capitoli (molto brevi, due o tre pagine), che specificano l’elemento considerato: ad esempio, nella parte dei verbi troviamo gli attivi e i passivi, i transitivi, i servili. Da un lato, è un invito a un ripasso della grammatica italiana, che torna buono perché spesso usiamo le parole senza dar loro il peso che meritano. Tuttavia, il cuore del discorso è il legame che l’autore coglie con gli aspetti della fede, spesso riferendosi al Vangelo. Ad esempio: l’uso del presente per le cose di Dio, perché è nell’oggi che il Signore agisce; i due punti, che l’autore collega alla necessità di dar ragione della propria fede; gli avverbi di modo, che ricordano come lo stile del cristiano è quasi più importante dell’azione che compie (come quando Gesù insiste sul modo di vivere le relazioni, più che sulle specifiche cose da fare). La lingua che siamo chiamati a conoscere è quella che ci permette di condividere la nostra esperienza di Dio, per comunicare a tutti la bellezza di essere Suoi figli amati.
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