Review category: 
Mattia Marangon

Sommersi

Resistere nell’era delle notifiche e dell’infodemia social
Sommersi. Resistere nell’era delle notifiche e dell’infodemia social
Scheda
Apogeo editore
2026
€ 20,00
Mattia Marangon è co-fondatore di Ugolize, consulente e divulgatore. La sua avventura online inizia proprio con Ugolize (ex Legolize), un media brand nato per portare leggerezza nella vita delle persone con contenuti umoristici e freddure brillanti. Da lì comincia a lavorare come consulente per brand su LinkedIn, aiutando le aziende a comunicare in modo innovativo e virale. Dal 2020 si occupa di divulgazione, parlando di piattaforme digitali, algoritmi e attualità, costruendo uno dei personal brand più seguiti su LinkedIn con oltre 90mila follower e lanciando la newsletter Edamame, che oggi conta migliaia di iscritti. Nel 2022 è stato inserito nella lista Forbes dei Top 100 Under 30. (Fonte: www.apogeonline.com)

«Cosa sta accadendo davvero?»: ecco la domanda che muove l’autore, co-fondatore di Ugolize, consulente e divulgatore, quando decide di capire meglio cosa succede nei social network. Sì, perché è evidente il sovraccarico digitale, che ha assottigliato la nostra soglia di attenzione, diventando il filtro attraverso cui interpretiamo la realtà e la forza che la modella.

Per affrontare la questione, Marangon parte dall’approfondimento del funzionamento degli algoritmi che stanno dietro ai social, in particolare in relazione alle dinamiche che suscitano negli utenti. A partire da questo, al fine di sviluppare una maggiore consapevolezza, è necessario comprendere come funzioniamo noi: proprio ai bias cognitivi è dedicato il secondo capitolo, che mette in luce anzitutto il fatto che il nostro cervello tende naturalmente a risparmiare energia. In tal senso, utilizza dei bias cognitivi, ossia delle scorciatoie mentali, che permettono risposte più rapide, pur esponendo a errori: bias della negatività, effetto framing, cherry picking, bias del senno di poi, bias di conferma, …

Il terzo capitolo è dedicato ai fenomeni sociali che derivano dalla sommersione da parte dei contenuti digitali, veloci ed effimeri: un primo effetto è la sparizione di una gerarchia delle notizie, insieme a una minore comprensione del senso delle cose e una perdita progressiva della memoria. Il filtro dell’algoritmo fa vedere un mondo che pare esterno, ma è il riflesso del mio, in un egocentrismo digitale che fa perno sulla leva emotiva, finendo col causare la perdita della capacità di emozionarsi davvero.

L’analisi dell’autore continua nei successivi capitoli, in cui rileva alcune situazioni esemplari che mostrano come certi comportamenti (come l’indignazione o lo slacktivism) siano amplificati e favoriti dai social network, spesso portando a conseguenze che sfuggono dal controllo. Come abitare in modo umano questo aspetto del nostro tempo? Una proposta è quella di fermarsi a riflettere davanti a contenuti e non solo consumarli con una voracità e una velocità sempre maggiore. 

Prova la versione digitale del «Messaggero di sant'Antonio»! 

Data di aggiornamento: 27 Giugno 2026