In questi tempi in cui tutti parlano, spesso a sproposito, di guerra e di riarmo, pochi realmente sanno che cosa significa vivere un conflitto armato sulla propria pelle, giorno per giorno. A cercare di colmare questo vuoto, mettendo al bando la retorica e lasciando la parola alle vittime, è un docufilm, In cerca di pace di Marco Oggianu della Comunità di sant’Egidio di Rovigo e del regista Andrea Rainone, visionabile su Youtube in uno speciale di «Telepace».
Possiamo essere in pace e «fare» la pace solo se siamo consapevoli che tutto è in relazione: con l’ambiente, con chi ci ha preceduti, con chi verrà dopo, con chi sembra troppo diverso.
Dal 14 febbraio, inizio di quaresima, i veneziani Bernardino Mason e Carlo Giacomini, stanno digiunando per la pace in Terra Santa. Una scelta che sta catalizzando l'attenzione di numerosi uomini e donne di buona volontà, convinti che i conflitti si risolvano non con le armi ma con la nonviolenza.
Vorrei che questo Ramadan 2024 fosse come gli altri, che, a volte, ho vissuto in Paesi musulmani. Come potersi augurare, nella disperata tendopoli di Rafah «Ramadan Mubarak»? Come poter avvertire il sapore dei «deglet nour» mentre tuo figlio muore?
Nella tragedia di Gaza, quando ho letto delle distruzioni dei registri pubblici, mi sono ricordato della «cédula», documento di identità che anni fa era l’ossessione di ogni haitiano sul suolo dominicano.