Lo dice Gesù al ladrone crocifisso accanto a lui. Se è questa la sorte di un uomo che ha conosciuto Gesù solo per poche ore, i nostri cari, quelli con cui abbiamo vissuto la nostra vita, non saranno forse con noi in paradiso?
Un’amicizia ritrovata, una malattia che non lascia scampo, e la decisione di vivere quel che resta insieme: sono gli ingredienti dell’ultimo film di Pedro Almodóvar, «La stanza accanto».
Riscoprire la bellezza significa ripartire dai sentimenti e dalla passione di vivere: la vita cresce solo per seduzioni. E la seduzione, la passione, nascono dalla bellezza. E dalla poesia, che ci serve, sempre di più, disperatamente.
Avete presente il film Non ci resta che piangere (1984)? In particolare la scena in cui, all’avviso del sacerdote «Ricordati che devi morire», Massimo Troisi risponde: «Si, si, mo’ me lo segno»? Raramente una battuta sul tema è stata così azzeccata. Fin dall’antichità il memento mori ha sempre occupato la mente di studiosi e filosofi. Uno su tutti Platone, secondo cui tutta la filosofia consisteva nell’imparare a morire.
Possiamo comprare alcune felicità: la gioia di vivere no, è gratuità pura, ed è la più bella. Arriva spesso, quasi ogni giorno. Siamo noi che dobbiamo imparare a riconoscerla, a farle spazio.