L’assurda morte di un giovane di 22 anni diviene occasione per rammentarci la promessa di Gesù, anche lui abitante della strada: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?».
La misericordia deve perdere la sua fissità di teoria per diventare gesto, atto, opera. È un fatto di compassione e di mani, in azione anche quando siamo chiamati ad accompagnare i morenti a far pace con sorella morte.
Grazie padre Enzo, perché nei tuoi 11 anni come rettore della Basilica hai spalancato la porta e il cuore a tanti giovani «in ricerca» che in convento sempre hanno trovato grande accoglienza, fraternità, ascolto, conforto, simpatia e allegria.
Un libro intrigante sin dal titolo, quel Cerco parole buone (con sottotitolo: su vita, amore e morte) capace di catturare anche il più distratto dei lettori; forse perché di parole buone oggi si sente una grande mancanza, immersi come siamo in un clima spesso pervaso di forme di povertà relazionale che alla parola vorrebbero togliere ogni dignità.