Francesca Peliti

Paolo Dall’Oglio e la Comunità di Deir Mar Musa

Un deserto, una storia
04 Febbraio 2023 | Recensione di
recensione Paolo Dall'Oglio 4 febbraio 2023
Scheda del libro
Effatà Editrice
2022
€ 24,00

«Nell’amicizia siamo sacramento gli uni per gli altri dell’amore di Dio». In queste parole di padre Paolo Dall’Oglio cogliamo un’intuizione che ha animato la sua missione nel mondo musulmano, e si è sviluppata nella ricostruzione del monastero di san Mosè l’Abissino (Deir Mar Musa, vicino a Nebek, in Siria) e nella formazione di una comunità dedita alla vita di preghiera, al lavoro manuale e all’ospitalità aperta a tutti. L’aspetto che, sin dagli inizi dell’esperienza monastica, più preme a padre Paolo è quello di vivere come discepoli di Gesù, amando tutti, anzitutto i musulmani, «scoprire come li ama Cristo, in che modo Cristo stesso li guarda».

Una prospettiva non facile da accogliere, soprattutto per le profonde diversità e le ferite che segnano i membri della comunità; ma la ricerca continua della riconciliazione e la vita quotidiana, condivisa in un luogo fisico in cui si accoglie chiunque, gettano le basi perché ciascuno possa guardare all’altro in modo diverso. Senza esperienze come questa o quelle di Taizé e di Tibhirine, non sarebbero stati possibili passi importanti nel dialogo tra islam e cristianesimo, come il viaggio in Iraq del Papa o il Documento sulla Fratellanza umana, firmato ad Abu Dhabi nel 2019. Il libro raccoglie le testimonianze di molte persone legate a Mar Musa. Anzitutto, i monaci, le monache e coloro che hanno intrapreso un percorso monastico per poi scegliere altre strade: tutti raccontano della loro ricerca spirituale e del loro cammino vocazionale, a partire dal passaggio attraverso la porta stretta del monastero, che protegge un luogo da custodire e insieme costringe al gesto umile dell’abbassarsi.

Molti sono gli amici della comunità, come quelli che hanno collaborato alla ricostruzione e al restauro dell’antico sito: ciascuno ricorda la particolare attenzione ricevuta da padre Paolo, capace di attraversare molti confini per giungere al cuore dell’altro, aiutarlo a scoprire la presenza di Dio e sviluppare la relazione con Lui. Nonostante l’assenza di Paolo (dal 2013 non si hanno sue notizie, in seguito al suo rapimento) e le distruzioni della guerra, la comunità di Mar Musa continua la sua presenza (ampliata anche grazie ad altri monasteri affiliati) come segno di fede, di accoglienza e di speranza.

Data di aggiornamento: 25 Gennaio 2023