Dio non è così

«Dio non è così» non è solo il titolo dell’ultimo interessantissimo libro della storica ed editorialista Lucetta Scaraffia, ma è il messaggio sotteso al pensiero delle otto mistiche cui il volume è dedicato. «La loro ricerca di Dio – spiega la stessa autrice nell’Introduzione al volume – è infatti caratterizzata da una estrema libertà e da un grande coraggio, mantenuti per tutta la vita anche da quelle di loro che aderiscono a una confessione religiosa per conversione o vi confermano la loro appartenenza. Tutte quante vogliono andare al di là del Dio che viene loro proposto, vogliono capire di più, vogliono conoscerlo veramente, personalmente».
Le otto donne (Catherine Pozzi, Charlotte von Kirschbaum, Adrienne von Speyr, Banine, Élisabeth Behr Sigel, Simone Weil, Romana Guarnieri e Chiara Lubich) diventano così protagoniste, nella specificità di ciascuna, di cammini autentici e originali, capaci di dare una risposta ai bisogni più profondi delle donne e degli uomini del loro tempo. Sanno dare vita a comunità differenti, in cui «si sperimentano nuovi rapporti e nuove gerarchie, che le rendono ambiti profetici, dai quali le chiese dovrebbero trarre ispirazione per il futuro», unite da un comun denominatore: una maggiore apertura al ruolo dei laici, per contrastare ogni forma di clericalismo, attitudine che tanto male ha fatto, e fa, alla Chiesa. Una profezia, quella delle comunità fondate da queste donne, che è appartenuta nei secoli alle differenti famiglie religiose, sia maschili che femminili, e che oggi pare a tratti aver perso freschezza, appannandosi. Pagina dopo pagina si incontrano, dunque, donne «irregolari» per la società in cui vivevano, ma che in questo loro essere diverse trovano il seme per maturare un’ampiezza di vedute che le ha rese davvero innovative.
Il pregio del libro, oltre alla scrittura adamantina e alla grande capacità di analisi storica e psicologica delle protagoniste da parte dell’autrice, sta soprattutto nella capacità di analizzare il contributo di queste donne non dal punto di vista del loro ingresso nel mondo maschile (come sono state accettate e ascoltate dall’istituzione, quanto spazio è stato loro offerto, quanto ne hanno chiesto e non ottenuto... ) ma come protagoniste indiscusse e autorevoli di un modo differente, e autonomo rispetto al passato, di intendere il rapporto con Dio e con la Chiesa, «certo ispirato e vivificato dall’esperienza mistica, ma non attribuibile in modo semplificato al loro essere semplici tramiti della parola divina».
Prova la versione digitale del «Messaggero di sant'Antonio»!